giovedì 9 giugno 2011

Pellegrinaggio toscano 2011: cronaca dell'evento

Quarto capitolo di una avventura iniziata nel 2008 all’indomani della promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, sempre più partecipata e capace di unire le varie realtà, laicali e non, legate alla Tradizione Cattolica toscana: ecco le prime riflessioni che vengono in mente sul 4° Pellegrinaggio Toscano a Montenero, ai piedi della Madonna delle Grazie, Patrona della Toscana.

Sabato 4 giugno alle 10,30 piazza delle Carrozze, a Montenero basso, già cominciava a riempirsi di pellegrini giunti un po’ da tutta la regione con bandiere e stendardi, rosario alla mano. Alle 11,30, già in basilica e sul sagrato, ad attendere l’arrivo dei circa centocinquanta, preceduti da una consistente presenza di chierici dei Francescani dell’Immacolata, dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote e dell’Opus Mariae, ma anche qualche diocesano, altri duecento fedeli che hanno poi assistito alla solenne Messa celebrata da Mons. Gilles Wach, Priore Generale dell’Istituto che ha sede a Gricigliano.

L’omelia è stata tenuta con profonda attinenza e grande devozione dal M. Rev. P. Don Luca Bernardo Giustarini O.S.B.Vall., parroco di Montenero, che già aveva celebrato abitualmente nella cd. forma extraordinaria per i fedeli livornesi.

Presenti quest’anno anche una rappresentanza nutrita dei maggiori ordini cavallereschi (Ordine di Malta, Ordine del Santo Sepolcro, Ordine Costantiniano) oltre alla consueta presenza di una delegazione dell’Ordo Militiae Templi. Alla sublime liturgia ha assistito S. Ecc. Rev.ma Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno, per la prima volta a contatto diretto con la forma solenne del rito romano antico; così l’Ordinario del luogo ha potuto impartire al termine la solenne benedizione ai fedeli ed ha voluto esprimere apprezzamento e ammirazione per il patrimonio liturgico ed in particolare eucaristico della Tradizione.

Nell’occasione il Santo Padre ha concesso ai partecipanti al Pellegrinaggio l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni. Il buon esito della giornata, conclusa per chi ha voluto con un pranzo nella foresteria del Santuario, ha avuto buon rilievo sulla stampa e sui media regionali.

Purtroppo sono da lamentare, anche quest’anno, alcuni tentativi di strumentalizzazione politica di questo evento esclusivamente religioso, che respingiamo fermamente. Ciò è avvenuto da parte di elementi isolati di varia provenienza che si rifanno a un tipo di lettura ideologica e politica della Tradizione cristiana, come hanno mirabilmente messo in rilievo e giustamente stigmatizzato il Santo Padre e gli organismi competenti della Santa Sede. Fortunatamente tali tentativi non hanno raggiunto il loro fine e il pellegrinaggio ha mantenuto integra e preservata la propria finalità religiosa. A questo proposito riteniamo doveroso ringraziare per la loro presenza l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato e la Polizia Municipale del Comune di Livorno, i quali hanno garantito che tutto, e specialmente la processione di salita al Santuario, si svolgesse nel dovuto ordine.

I pellegrini, nel pomeriggio hanno in parte ridisceso l’erta che nell’assolata mattina avevano percorso con composta devozione alla cadenza dei cinque misteri gloriosi, portando con sé l’entusiasmo di aver partecipato ad un memorabile giorno per chi ha amore per la Tradizione Cattolica.

mercoledì 8 giugno 2011

Livorno: orari della settimana dal 6 al 12 giugno

Dal 4 al 11 giugno, Novena allo Spirito Santo (canto del Veni Creator)

Il mese di giugno è tradizionalmente consacrato al Sacro Cuore di Gesù.


Lunedì 6 Giugno: San Norberto (Messa Statuit dei Conf. Pontefici)

ORARI ESTIVI:

Chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA, ore 17.30: Adorazione del Santissimo
ore 17.50: recita del Santo Rosario
ore 18.10: Benedizione eucaristica
ore 18.30: S. Messa


Martedì 7 Giugno: Feria (Messa votiva degli Angeli)

Confessioni in Cattedrale: dalle ore 10.00 alle ore 12.00

Chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA, ore 17.30: Adorazione del Santissimo
ore 17.50: recita del Santo Rosario
ore 18.10: Benedizione eucaristica
ore 18.30: S. Messa


Mercoledì 8 Giugno: Feria (Messa votiva di San Giuseppe)

Chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA, ore 17.30: Adorazione del Santissimo
ore 17.50: recita del Santo Rosario
ore 18.10: Benedizione eucaristica
ore 18.30: S. Messa


Giovedì 9 Giugno: Santi Primo e Feliciano (Messa propria Sapientiam)

Chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA, ore 17.30: Adorazione del Santissimo
ore 17.50: recita del Santo Rosario
ore 18.10: Benedizione eucaristica
ore 18.30: S. Messa


Venerdì 10 Giugno: Santa Margherita Regina di Scozia (Messa Cognovi di una Santa non Vergine)

Chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA, ore 17.30: Adorazione del Santissimo
ore 17.50: recita del Santo Rosario
ore 18.10: Benedizione eucaristica
ore 18.30: S. Messa


Sabato 11 Giugno: Vigilia di Pentecoste (1a classe, Messa propria Cum Sanctificatus)

VILLA del SACRO CUORE: Santa Messa, ore 11.30


DOMENICA 12 GIUGNO: PENTECOSTE

CHIESA di SANTA MARIA ASSUNTA in TORRETTA
ore 11.00, SANTA MESSA cantata


ISTITUTO DI CRISTO RE SOMMO SACERDOTE, Villa del SACRO CUORE - Via Numa Campi, 9 - 57128 LIVORNO • Tel: 0586 579910 • livorno@icrsp.org • www.icrss.it

CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA IN TORRETTA - Via delle Cateratte, 15 - Livorno

Sabato 11 giugno: conferenza sull'arte sacra a Pontassieve


Sabato 11 giugno dalle ore 10 alle 17 al Santuario della Madonna delle Grazie al Sasso si terrà una giornata di studio nel quadro de "I Colloqui del Sasso" su "Abitare la Bellezza".


Il programma prevede:

Ore 10.00: Relazioni:

"Arte religiosa e Arte sacra: la realtà come segno" Don Matteo De Meo, teologo

"Ecologia del sacro e sacralità della dimora di Dio: perché le chiese contemporanee sono antiecologiche e dissacranti?" Francesco Colafemmina, filologo

"Architettura rurale e paesaggio agrario: riflessioni intorno alla continuità del savoir-faire"
Ilaria Agostini, architetto

Dibattito

Ore 13.00: Interruzione per il pranzo

Ore 15.00: Dibattito

Per il convegno sarà allestita una mostra pittorica sul paesaggio toscano curata dall'Associazione Colori del Levante Fiorentino.

L'organizzazione è a cura di: Opera del Santuario Madonna delle Grazie al Sasso - Associazione Popolo di Lubaco - Associazione Fioretta Mazzei -Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani - Azione Cattolica Italiana - Centro Culturale Cattolico di Fiesole Comitato per la Pace di Sieci - Movimento per la Vita, Bassa Val di Sieve - Parrocchia S. Martino a Mensola (Gruppo Anima Mundi) con la collaborazione dell'Associazione Filiderba Onlus.


Per informazioni

Santuario Madonna delle Grazie al Sasso 50065 Lubaco-S. Brigida, Pontassieve (FI)
Tel. 055 8300013 ; posta elettronica: sassocfd@gmail.com

sabato 4 giugno 2011

COMUNICAZIONE DA AREZZO: SPOSTAMENTO DELLA S.MESSA DI GIUGNO

AVVISO

L'Associazione Regina Sacratissimi Rosarii comunica che, per motivazioni legate ad impegni parrocchiali, la Messa tradizionale del 5 giugno in Arezzo sarà spostata a domenica 12 giugno, ore 11.15 nella chiesa di San Bernardo

4° Pellegrinaggio Regionale Toscano



QUARTO PELLEGRINAGGIO
REGIONALE TOSCANO


Sabato 4 giugno 2011
SANTUARIO DELLA MADONNA DI MONTENERO
LIVORNO

* * * * *

PROGRAMMA

Ore 10,30

Ritrovo dei pellegrini in Piazza delle Carrozze
(Montenero Basso)


Ore 11

Processione al Santuario
con recita del Santo Rosario


Ore 11,30

SANTA MESSA SOLENNE
IN RITO ROMANO ANTICO

celebrata dal Rev.mo

MONS. GILLES WACH
Priore Generale dell'Istituto di Cristo Re
Sommo Sacerdote


alla presenza di

S. ECC. REV.MA MONS. SIMONE GIUSTI
Vescovo di Livorno

* * *

Ai partecipanti il SANTO PADRE concede,
alle solite condizioni, l'INDULGENZA PLENARIA

L'invito a partecipare è rivolto anche ai fedeli non residenti in Toscana.

* * * * *

Informazioni utili

- È possibile pernottare presso la foresteria del monastero annesso al santuario, al costo di 25 euro a notte (40 euro per due notti). Si raccomanda di prenotare quanto prima, telefonando al numero 328 2024106.

- Chi volesse unirsi al pranzo che avrà luogo dopo il pellegrinaggio presso i locali del santuario (costo: 16 euro a persona), è pregato di darne comunicazione all'indirizzo di posta elettronica del Coordinamento entro e non oltre il 25 maggio.

- Per maggiori informazioni: coordinamentotoscano@hotmail.it


* * * * *

Locandine


Scarica le locandine

(Fare clic sulla scritta "clic here to start download";
per aprire il file occorre Winrar, scaricabile gratuitamente da internet)



* * * * *

COME ARRIVARE A MONTENERO
(PIAZZA DELLE CARROZZE)

In automobile:

1) Da Grosseto: Prendere la superstrada variante Aurelia (SS 1) in direzione Livorno. Dopo Castiglioncello, la superstrada finisce. Si prosegue con la strada statale, attraversando l'abitato di Quercianella. Prima del paese di Antignano, si svolta a destra, riprendendo la superstrada in direzione Livorno. Si esce a "Montenero" e si seguono le indicazioni per il paese. Dopo circa 2 km di salita (al bivio per il Castellaccio proseguire dritto, verso Montenero), si giunge in Piazza delle Carrozze.

2) Da Massa-Pisa: Prendere l'autostrada A12 in direzione Livorno. Si esce a Livorno e si prosegue sulla superstrada variante Aurelia in direzione Roma-Grosseto. Dopo qualche chilometro si esce a "Montenero" e si seguono le indicazioni per il paese. Dopo circa 2 km di salita (al bivio per il Castellaccio proseguire dritto, verso Montenero), si giunge in Piazza delle Carrozze.

3) Da Firenze: Prendere la superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Uscire a Livorno (fare attenzione a non proseguire verso il porto) e proseguire sulla superstrada variante Aurelia in direzione Roma-Grosseto. Dopo qualche chilometro si esce a "Montenero" e si seguono le indicazioni per il paese. Dopo circa 2 km di salita (al bivio per il Castellaccio proseguire dritto, verso Montenero), si giunge in Piazza delle Carrozze.

4) Da Lucca-Pistoia-Prato: Prendere l'autostrada A11 in direzione Pisa-Mare. All'uscita di Pisa Nord, immetersi sull'A12 in direzione Livorno, e proseguire come indicato al n. 2.

Chiunque può creare una mappa col proprio itinerario sul sito Tutto Città.


In treno

Dalla stazione di Livorno Centrale, prendere l'autobus n. 2, capolinea Montenero. Si arriva in Piazza delle Carrozze dopo circa 45 min. di viaggio. Mettendosi in contatto con il Coordinamento, è possibile concordare un passaggio in automobile dalla stazione a Montenero.


Chi non fosse in grado di effettuare la processione a piedi, per salire da Piazza delle Carrozze al Santuario potrà servirsi della caratteristica Funicolare.

mercoledì 1 giugno 2011

In preparazione al pellegrinaggio

In preparazione al Quarto Pellegrinaggio Regionale Toscano, ecco una breve presentazione storico-religiosa del Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero. Il testo è tratto dalla «Guida del Santuario di Montenero» dell'abate Giuseppe Zambernardi, O.S.B. Vall. (Marconi, Genova, 1962).

La miracolosa Immagine della Madonna di Montenero, prima del furto sacrilego del 1971, che la spogliò delle corone d'oro offerte dal Capitolo Vaticano nel 1690 e degli altri gioielli

Prima di entrare in chiesa riandiamo qui brevemente alle origini del Santuario. Venendo su, appena hai lasciato la via Aurelia, oltre l'Ardenza, hai scorto al bivio con Montenero una graziosa chiesa, dirimpetto a Livorno, al mare, al traffico stradale e ferroviario: è la Cappella dell'Apparizione, costruita nel 1956, più ampia e più bella della preesistente e in posizione dominante nel luogo stesso dove si trovava la «Cappellina» semidistrutta nel corso dell'ultima guerra (1943).

Sopra il grande Mosaico che ricopre per oltre 22 metri quadrati la parte superiore della facciata sta questa iscrizione: «Il 15 Maggio 1345 qui apparve l'Immagine della Vergine SS.ma ad un pastore il quale per superna ispirazione la trasportò sul vicino Colle ove in suo onore sorse il Santuario della Madonna di Montenero». [Chi arriva a Montenero dalla nuova superstrada, non passa accanto alla Cappella dell'Apparizione.]

La prima delle infinite grazie che la Madonna avrebbe poi concesso in perpetuo fu quella della guarigione immediata al pastore storpio, risanato improvvisamente non appena, posato a terra il quadro prodigioso, gli si prostrò davanti in venerazione.


Ben presto da Livorno e da altre località incominciarono a venire a frotte fedeli di ogni età e di ogni condizione. Il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa venne con la prima visita del Vescovo di Luni, l'odierna Sarzana, nello stesso 1345, e subito dopo dall'Arcivescovo di Pisa, nella cui diocesi si trovava Montenero. Vecchia fama diceva questa località monte tenebroso o monte del diavolo, forse perché ricoperto di irte giogaie ed infestato da corsari e da briganti. Quel monte si sarebbe cambiato dopo il 15 maggio 1345 nel monte della luce, nel monte santo della Madre di Dio.


La facciata del santuario

L'attuale Santuario nacque come piccolissimo oratorio, di cui si dettero cura alcuni eremiti, tra i quali anche un padre Vallombrosano, certo Domenico, nel 1400. Dopo cent'anni l'oratorio era già divenuto la chiesa di S. Maria delle Grazie, e meta famosa di pellegrinaggi.


Nel 1442 passò così in custodia ai Padri Gesuati fino al 1668, quando, a seguito della loro soppressione, passò ai Padri Teatini fino al 1783, nel quale anno questi benemeriti religiosi furono espulsi dalla Toscana dal Granduca Leopoldo I di Lorena. Dopo circa 10 anni di deplorevole abbandono, per cui il Santuario decadde in tale squallore che molti Ordini religiosi pregati dal nuovo Granduca Ferdinando III rifiutarono energicamente d'accettarne la custodia, i Monaci Benedettini di Vallombrosa presero possesso del Santuario nel 1792 e con amore e coraggio gli ridettero splendore, lo salvarono dalla successiva soppressione napoleonica nel 1810 e da quella dello Stato italiano nel 1866, restaurarono, dettero mano a nuove costruzioni, promossero il culto della Madonna con umile e costante zelo fino alla proclamazione pontificia della Madonna di Montenero a Patrona della Toscana nel 1947, appena celebrato il VI centenario dalla apparizione, compiuta dal Papa Pio XII su istanza di tutti i Vescovi della Toscana.

Ma entriamo ora nella chiesa, non grande, però tanto devota.


L'interno della chiesa nel 1962, prima della risistemazione del presbiterio
e della rimozione dei confessionali

Fu consacrata
il 23 ottobre 1575. E quando, due anni dopo, si tracciava il disegno della Nuova Città di Livorno, fu essa a fornire la direzione alla via principale cittadina, che anche oggi si vede, dall'alto, spaccare in due parti tutto il lontano abitato. Ampliata ed abbellita nell'arte barocca, è assai suggestiva e soprattutto infonde un profondo arcano raccoglimento. Misura circa 18 metri per 10 fino ai 3 gradini dove terminava il Santuario fino al 1774, anno in cui venne inaugurata l'attuale Cappella della Madonna con la superba tribuna e cupola.


La chiesa ha 6 altari laterali: il 1° a destra, entrando, è dedicato agli apostoli Filippo e Giacomo e fu costruito con le offerte della società livornese dei muratori nel 1645; il secondo è ora dedicato a S. Giovanni Gualberto, il fondatore dei Padri Benedettini Vallombrosani, e fu costruito con le offerte dei navicellai e dei barcaioli; il terzo è dedicato all'Assunta e fu costruito con le offerte della Compagnia degli ortolani nel 1616. Vi si venera, in una piccola nicchia, un crocifisso celebre per arte e devozione.


Il 1° a sinistra, entrando, è dedicato allo Spirito Santo; costruito nel 1646 a spese dei facchini della Dogana di Livorno, che erano allora bergamaschi, fu detto l'altare dei Bergamaschi. Il 2°, dedicato a S. Fina, Patrona di Sangimignano, fu costruito a spese di Agostino Ciardi, parente della Santa, nel 1665. Il 3° è dedicato a S. Gaetano Thiene, e fu fatto a spese dei Genovesi residenti in Livorno nel 1686. Notevoli le colonne laterali e lo stemma della Repubblica di Genova, col motto: Et rege eos.

Il soffitto, elegante e ricco di oro, fu disegnato ed intagliato da Pietro Giambellini di Pisa nel 1687.

Salendo i tre gradini, ricorda che qui finiva la chiesa primitiva, nelle sue linee generali, e che qui era un bell'altare marmoreo su cui era posta la santa Immagine. [L'altare antico si trova attualmente nella galleria degli ex voto].


L'altare maggiore

Questa parte, quasi a sé stante, della Basilica è detta la Tribuna o Cappella della Madonna e fu ricavata, nell'intento di ingrandire il sacro tempio sempre più angusto per le accorrenti folle di fedeli, e di offrire un più degno trono alla Madre delle Grazie, dal 1704 al 1774, demolendo una gran parte del colle retrostante. L'opera che ne risultò fu grandiosa ed appartiene alla storia della migliore arte italiana del Settecento. Questa meravigliosa Cappella, di ordine corinzio, è lunga m. 16,60, larga 16,56, con due branche a forma di croce. Otto colonne, di marmo mischio di Serravezza, alte m. 5,21, reggono gli archi sopra i quali poggia la cupola. Altre quattro colonne del medesimo marmo e della stessa forma sostengono la volta della crociera. E dietro le colonne i rispettivi contropilastri di diaspro di Sicilia e bardiglio di Carrara.


I tuoi occhi devono però cercare la Madonna; e benedetti gli occhi di coloro che la cercano. Il tabernacolo che la custodisce è circondato da una raggiera d'oro e da angeli, che in parte lo sostengono e in parte offrono gigli, rose e corone.

Il Quadro
è alto cm. 95 largo 60; ha uno spessore di 60 mm. L'Immagine è dipinta su tela, sovrapposta a tavola.


La tradizione la dice portata dagli angeli dalla greca Eubea in quel lontano 15 maggio 1345; la storia e la critica dell'arte l'attribuiscono al pennello del pisano Jacopo di Michele, detto il Gera, o comunque a scuola giottesca. La Madonna vi è rappresentata seduta un guanciale di forma antica, a fiori e monogrammi d'oro; ha la veste rossa ed il lungo manto, che la ricopre tutta; nel cerchio che Le circonda il capo si legge scritto a lettere d'oro: «Ave Maria Mater Christi». Il volto della Benedetta Vergine è leggermente inclinato verso il Bambino che Le siede in grembo, aggrappato con la manina alla veste materna, mentre con l'altra tiene un filo dorato che imprigiona l'uccellino posato sulla destra di Lei, quasi a indicare che la Fede è come un filo che trae salvezza dal Cristo, cui ci tiene uniti la devozione alla Madonna.


L'Altare si eleva maestosamente sotto il suo sguardo materno: e qui l'offerta di continue sante Messe è unita all'offerta dei cuori e delle suppliche dei fedeli. È di marmo bianco, ricoperto di verde antico, di giallo di Siena e di altri pregevoli marmi e pietre dure. Il ciborio è adorno di lapislazzuli, corniole, diaspro di Sicilia, marmo verde, giallo antico e di altri ricchi marmi. Il lavoro è del Baratta.


Quasi sentinelle di fede e di amore, circondano l'Altare della Madonna quattro statue: a sinistra, guardando l'altare, S. Giovanni Gualberto, l'eroe del perdono, il celeste patrono dei forestali d'Italia, il fondatore dei Monaci Benedetti di Vallombrosa custodi del Santuario; a destra, S. Bernardo degli Uberti, Vescovo di Parma e Cardinale, della medesima Congregazione Benedettina Vallombrosana. Sono ambedue opera di Temistocle Guerrazzi, fratello del celebre Francesco Domenico Guerrazzi, e vi furono collocate la prima il 17 aprile 1865, la seconda il 15 giugno 1870. Di fronte, e rispettivamente, sono altre due statue: la prima di S. Pietro Igneo degli Aldobrandini, Vescovo e Cardinale, discepolo di S. Giovanni Gualberto; la seconda di S. Umiltà Negusanti, di Faenza, confondatrice delle Benedettine Vallombrosane. Sono opera bellissima del Tarrini e vi furono collocate nel 1946, a ricordo del VI Centenario dell'Apparizione.


Sui quattro pilastri della Tribuna si innalza la cupola, alta m. 20,50, larga m. 9. Gli affreschi nelle volte della crociera sono del celebre livornese Giuseppe Terreni, mentre quelli della cupola sono di Giuseppe Traballesi di Siena, 1773. Il primo dipinse simboli allegorici delle eccelse virtù della Madonna; il secondo l'Incoronazione della Vergine, scena meravigliosa di arte e di fede.

La galleria degli ex voto

Uscendo a destra, ci troviamo nella vecchia Galleria di ex voto: quadri, tavole, funi, armi, ecc., espressione di fede viva e franca. «Il Santuario di Montenero è un Santuario popolare, nato per il popolo e cresciuto per virtù di popolo, con l'impronta che il popolo gli ha impresso. È diventato, così, Capitale Mariana delle genti toscana. Ed ha la sua voce: quella solenne del Santuario e quella più intima delle gallerie, da tutte quelle bocche parlanti che sono gli ex-voto...». E forse è proprio per questo che vano sarebbe e superfluo descrivere gli innumerevoli ex voto della gente di mare, dei militari, dei viandanti, senza distinzione di classe sociale. Molti ex voto sono antichissimi, per fortuna salvati da manomissioni, da guerre, da soppressioni di ogni genere; e moltissimi sono di oggi, di ogni giorno, perché ogni giorno, può ben dirsi, c'è sempre chi sale a portare il segno della gratitudine e dell'amore alla Madonna. Vanno, questi ex voto, dai più semplici e dai più rozzi, a quelli di spiccata arte popolare, a quelli famosi e preziosissimi del Fattori e del Natali. Ma proprio per questo i fedeli non si stancano di rivederli, di osservarli, di ricercarli, come se ogni anno avessero sempre qualcosa di nuovo, o di più, da ridire e da rivelare, qualcosa cui non si era badato, che era sfuggito.


Il meraviglioso panorama della città e della costa di Livorno che si gode dal Santuario


QUARTO PELLEGRINAGGIO REGIONALE TOSCANO

Sabato 4 giugno 2011
Santuario della Madonna di Montenero - Livorno


Ore 10,30 - Ritrovo dei pellegrini in Piazza delle Carrozze (Montenero basso).

Ore 11,00 - Processione al Santuario con recita del Santo Rosario.

Ore 11,30 - S. Messa in rito romano antico, celebrata dal Rev.mo Mons. Gilles Wach, Priore Generale dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, alla presenza di S. Ecc. Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno.



sabato 28 maggio 2011

Don Bux a Pistoia il 2 giugno













Giovedì 2 giugno 2011 alle ore 21, nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, piazza dello Spirito Santo, Pistoia, avrà luogo una conferenza di mons. Nicola Bux dal titolo «La Sacrosanctum Concilium e la sua esecuzione postconciliare: dagli adattamenti all'inosservanza dello ius divinum nella liturgia».
Mons. Bux è consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Culto Divino e dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. È autore di due recenti libri di successo: "La riforma di Benedetto XVI. La liturgia tra innovazione e tradizione" con prefazione di Vittorio Messori (2008) e "Come andare a Messa e non perdere la fede" (2010).
L'iniziativa è dell'Associazione della Madonna dell'Umiltà e della parrocchia dello Spirito Santo.

Don Bux a Cecina il 3 giugno








martedì 17 maggio 2011

Firenze: convegno con mons. Gherardini


Venerdì 20 maggio 2011
CHIESA DI OGNISSANTI
dei Frati Francescani dell'Immacolata
Borgo Ognissanti, 42 - Firenze


* * *

Ore 16,30
Santa Messa in rito romano antico.


* * *

Ore 17,30
CONVEGNO
QUAECUMQUE DIXERO VOBIS
La Tradizione, vita e giovinezza della Chiesa

Interverranno:

Prof. Don Renzo Lavatori, dell'Università Urbaniana.
Prof. P. Serafino M. Lanzetta, F.I., dello Studio Teologico Immacolata Mediatrice.
Dott.sa Cristina Siccardi, Scrittrice.

Con la presenza di Mons. Brunero Gherardini, emerito dell'Università Lateranense.

Nell'occasione saranno presentati i volumi di Mons. Brunero Gherardini "Quaecumque dixero vobis. Parola di Dio e Tradizione a confronto con la storia e la teologia" (Lindau, 2011) e "Quod et tradidi vobis. La Tradizione vita e giovinezza della Chiesa (Casa Mariana Editrice, 2010).

Per informazioni: tel. 055 2398700


venerdì 6 maggio 2011

XXIII Festa della Magione

Castello della Magione
Poggibonsi (Siena)

8 maggio 2011

“Liturgia, Cavalleria, Scoutismo: una provata fedeltà alla Chiesa e alla sua bimillenaria tradizione” è lo slogan della “festa della Magione” di cui Domenica 8 Maggio prossimo si celebrerà la 33.a edizione con una serie di iniziative religiose, culturali, gastronomiche e ludiche ed un invito a tutti i poggibonsesi di arrivare al Castello con una passeggiata attraverso la “via verde” che ormai collega tutta la città e costeggia il complesso monumentale.

Domenica 8 Maggio la Magione aprirà i battenti alla festa, la trentatreesima da quella eroicamente celebrata nel 1979 appena ricevuta la donazione del complesso monumentale ridotto ad una penosa situazione di estremo degrado, compresa la splendida chiesa, stalla, vinaia, ricovero di animali da cortile; e la prima festa segnò la saldatura dell’esperienza scout poggibonsese, iniziata nel dicembre 1968, dalla cui “costola” avveniva la rifondazione templare con la Milizia del Tempio: iniziative ambedue favorite e benedette dal compianto Arcivescovo Castellano; due esperienze condotte sul filo di una rigorosa tradizione scout e cavalleresca che non poteva non approdare alla bimillenaria tradizione liturgico-dottrinale della Chiesa cattolica, scelta di spiritualità e di cultura, significativa soprattutto dopo le riforme liturgiche postconciliari.

Domenica 8 Maggio verranno celebrate tre Sante Messe: alle ore 9,45, alle 10,30 e alle 18,30; la S. Messa delle 10,30 sarà celebrata in modo solenne da Mons. Giancarlo Scalvini della Diocesi di Brescia.

Tutte le S. Messe sono celebrate nella forma straordinaria del rito romano, comunemente conosciuto come “tridentino”.

Al termine della S. Messa delle ore 10,30 Celebrante, Cavalieri e fedeli si dirigeranno in processione al tabernacolo esterno per l’omaggio all’immagine della Madonna “Regina Militiae” nel cui nome nasceva nel 1979 la Milizia del Tempio.

Nel pomeriggio dalle ore 16 si aprirà la sagra con le visite guidate al complesso monumentale, e con le proposte gastronomiche tradizionali della Magione, come la zuppa del pellegrino ed il vino dei templari, e visitare la mostra di vini con la possibilità della degustazione.

Sarà possibile ammirare una bella esposizione filatelica e alle ore 17,00 assistere al Concerto del coro “Clara Harmonia” diretto dalla Prof.ssa Tanja Kustrin.

Ai fedeli cattolici che visiteranno la chiesa della Magione nei giorni 8 e 17 Maggio il Sommo Pontefice concede il dono dell’Indulgenza Plenaria.