XIX PELLEGRINAGGIO TOSCANO
Montenero, Livorno; sabato 26 settembre 2026
IL RITROVO, LA SALITA COL ROSARIO, LA SOLENNE CELEBRAZIONE
Sabato 26 settembre si è svolto l’annuale Pellegrinaggio Toscano al Santuario della Madonna delle grazie di Montenero.
La XIX edizione è iniziata con la tradizionale salita a piedi con recita del Rosario lungo il ripido percorso che dalla pittoresca stazioncina della Funicolare porta alla piazza antistante il Santuario della Patrona della Toscana.
La recita del Santo Rosario cadenzava i passi dei Pellegrini carichi delle supplichevoli domande da portare ai piedi della Santa Vergine per sé, per i propri cari, per gli amici, per chi non poteva percorrere la salita.
Il bel sole del Tirreno illustrava la vastità del mare e le Isole di Gorgona, Capraia, Elba e Corsica erano visibili scrutando il terso orizzonte; una volta saliti, dal Colle, ben si poteva ampliare lo sguardo alle Alpi Apuane, ai Monti Pisani, e giù vicino, alla Città di Livorno ed al suo lungomare.
Entrati poi nella Basilica, la solennità del Rito ha riempito di Sacro prebiterio, transetto e navata affollati dai numerosi fedeli partecipanti.
L’omelia tenuta dal celebrante, mons. Rudolf Michael Schmitz, Vicario Generale dell’ICRSS, partendo da una breve ma esaustiva esposizione storica sulle vicende del sacro luogo, si è incentrata sulla figura della Santa Vergine, indissolubilmente e coessenzialmente legata al piano salvifico della Redenzione, quindi al Cristo stesso. La recente tendenza di sminuire, ridimensionare, offuscare la figura della Vergine, già proclamata Theotokos nel Concilio di Efeso, equivale a recare offesa a suo Figlio.
Questo tema mariano verrà poi ampiamente sviluppato ed ampliato facendo riferimento all’insegnamento di San Francesco di Sales nel corso della conferenza pomeridiana, tenuta ancora da mons. Schmitz nell’ampio parco della Villa del Sacro Cuore, ove le Suore Adoratrici del Cuore Regale, espressione femminile della spiritualità tradizionale dell’Istituto di Gricigliano, avevano preparato una accurata accoglienza ai Pellegrini che hanno potuto così condividere il pranzo accomodandosi nei molti tavoli per loro preparati nella fresca pineta della Villa.
Di questa esperienza ci rimane il dono della chiarezza della nostra Fede e della nostra devozione mariana, ci rimarranno anche i sentimenti di amicizia umana che legano i Toscani che tra loro quasi sempre si punzecchiano scherzosamente e per amor di campanile, ma che nella propria profonda natura conservano, contrariamente a quel che superficialmente si ritiene o addirittura si afferma, quel sensus fidei oggi preziosissimo e decisivo per aver chiare le idee nell’attuale temperie sociale ed anche ecclesiale.
Rimarranno la “fervida preghiera” e le immagini della nostra terra descritte da Pietro Mascagni nell’Invocazione alla Vergine dedicata proprio alla Madonna di Montenero, brano che è stato eseguito alla fine della Messa, vibrando nelle parole di supplichevole richiesta di protezione per “…i nostri cari, arditi Marinari, Soldati valorosi, Avieri portentosi, d’Italia forza e gloria. O Santa Madre vigila sui nostri campi arati, sui colli inghirlandati. Proteggi i bravi artieri, le fabbriche, i cantieri. Conforta quei che soffrono!”
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